15 Febbraio 2026

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Oltre i numeri: tre notti per incontrare gli “invisibili” di Bari

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26, 28 e 29 Gennaio 2026. Tre date che per molti sono state semplici giorni invernali, ma che per la rete della solidarietà di Bari hanno significato molto di più. In queste notti fredde, mentre la città rallentava, decine di volontari, operatori di strada e cittadini attivi si sono messi in cammino. L’obiettivo? Il censimento delle persone senza dimora. Non si è trattato solo di una rilevazione statistica, ma di un atto di cura: mappare la presenza di chi vive in strada per capire come e dove i bisogni stanno cambiando.

La prima rilevazione nazionale delle persone senza dimora è stata condotta contemporaneamente in 14 città metropolitane italiane (Bari, Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Venezia, Napoli, Palermo, Messina, Catania, Reggio Calabria e Cagliari), utilizzando un metodo definito PIT (Point in Time) che, grazie allo svolgimento delle operazioni nel medesimo arco di tempo, ha consentito di restituire una vera e propria fotografia quantitativa e qualitativa del fenomeno della homelessness in Italia.

Il progetto “Tutti Contano” è stato promosso da Istat e affidato alla rete fio.PSD per la realizzazione sui vari territori cittadini. La scelta di affidare la rilevazione ai volontari è stata dettata dall’intenzione di fare di questa indagine un’azione collettiva e di sensibilizzare l’opinione pubblica attorno alla questione della grave emarginazione.

A Bari, l’organizzazione della rilevazione è stata curata da CAPS, da anni federata fio.PSD, che ha potuto contare su un’esperienza trentennale nel campo del disagio adulto e della marginalità estrema ed è riuscita a coinvolgere oltre 400 volontari tra cittadinanza, enti e associazioni del territorio.

Il 26 gennaio è stata la giornata dedicata alla conta delle persone senza dimora presenti in strada e nelle strutture di accoglienza a bassa soglia site in città, mentre nei giorni del 28, nelle strutture, e del 29, nelle strade, si è data attuazione alla fase campionaria della rilevazione attraverso la somministrazione di questionari di approfondimento anonimi che hanno consentito di raccogliere informazioni utili a tracciare il profilo delle persone, la storia e i fenomeni che hanno determinato la condizione senza dimora.

I dati sia quantitativi che qualitativi raccolti sono stati trasmessi attraverso strumenti (schede di conteggio e questionari) digitali a Istat che provvederà ad elaborarli, fornendo strumenti concreti per l’ideazione delle politiche nazionali e la destinazione delle risorse nell’ambito del fenomeno della povertà estrema.

Dal punto di vista tecnico, l’operazione di “Tutti Contano” è stata capillare. Seguendo le linee guida per le rilevazioni Istat e fio.PSD, abbiamo diviso la città in 138 micro-aree, battute palmo a palmo dai volontari, sia a piedi che in auto e scooter. Abbiamo coperto non solo le zone “calde” come la Stazione Centrale o Piazza Umberto, ma anche le periferie e i luoghi più nascosti dove spesso la marginalità cerca rifugio. È un lavoro di precisione che incrocia i dati delle presenze notturne in strada con quelli delle accoglienze nei dormitori e nelle strutture residenziali. Questo approccio metodologico ci permette di avere una fotografia nitida, distinguendo tra chi è in una situazione di emergenza abitativa cronica e chi è scivolato in strada da poco tempo.

Ma dietro ogni segno sulle nostre schede di rilevazione, c’è un volto e una storia.
Queste tre notti ci servono per trasformare i dati in strumenti di dignità. Sapere quanti sono è fondamentale, ma sapere chi sono ci permette di calibrare meglio i servizi della Cooperativa CAPS e di tutta la rete cittadina: dal potenziamento delle Unità di Strada all’adeguamento dei posti letto per l’emergenza freddo. Grazie agli oltre 400 volontari e volontarie che hanno reso possibile questo censimento.

Perché a Bari nessuno deve essere solo un numero, anzi, “Tutti Contano”.

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