Bari, Giornata del Rifugiato ’26: il diritto d’asilo nei luoghi della città

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La Giornata Mondiale del Rifugiato, istituita dalle Nazioni Unite, rappresenta un invito a fermarsi a riflettere, ragionare e ricordare le storie di chi ha lasciato la propria casa, affrontando rotte difficili e rischiose, con un bagaglio fatto anche di speranze e attese.

In un momento di profonda complessità e cambiamento per il diritto d’asilo, con l’entrata in vigore del Patto UE su Migrazione e Asilo lo scorso 12 giugno, questa ricorrenza chiede all’intera città di farsi luogo di accoglienza non solo nei fatti, ma anche con modalità di incontro e comprensione reciproci.

Anche quest’anno l’ampia rete dei servizi del welfare cittadino si è si è mostrata attiva nel praticare in maniera concreta i concetti di inclusione e accoglienza, mettendo al centro del programma delle attività le persone migranti, in quanto soggetti attivi della nostra comunità. Le équipe coinvolte si sono mobilitate in alcuni dei principali luoghi di interesse della città, così da coinvolgere cittadinanza, operatori, utenti e beneficiari in molteplici attività di sensibilizzazione su questi temi.

Le attività

Le attività che hanno animato questa Giornata del Rifugiato sono state numerosissime.

Per cominciare, nella mattinata di venerdì 19 giugno, presso il Centro Servizi per le Famiglie e Casa della Neogenitorialità, l’équipe del Progetto LGNet3 ha portato simbolicamente bambini e bambine in giro per il mondo, senza uscire dalla stanza. Attraverso giochi tradizionali, canto e creatività manuale, i più piccoli hanno potuto scoprire Paesi come Ghana, Argentina e Giappone, per iniziare a parlare di multiculturalità e inclusione fin dall’infanzia.

Ancora, nel medesimo pomeriggio, presso il Centro Polifunzionale per il Contrasto alla Povertà Estrema “Area 51”, utenti e operatori sono stati impegnati nel Laboratorio di Art & Craft “Ponti di Colore”, nel corso del quale ciascuno ha ragionato e poi elaborato in maniera visivamente creativa il proprio sogno. Al termine dell’attività, l’utenza è stata invitata a spostarsi presso il Parco Rossani, luogo centrale della città, per partecipare alle iniziative a cura della rete SAI cittadina, ad ingresso libero e gratuito.

Qui, li aspettava un fitto planning di laboratori ed attività, che hanno coinvolto sia operatori e beneficiari dei progetti di accoglienza, sia la cittadinanza presente in loco, che ha dimostrato ampia partecipazione e coinvolgimento.

Ad esempio, sapevate che, in arabo, ci sono 50 modi diversi di dire “amore”? Lo abbiamo scoperto con Roberta Caprini e Angelo Cafagno, esperti di cultura mediorientale e gestori della pagina “themiddleeastnerds”, i quali hanno condotto il laboratorio linguistico introduttivo di lingua araba “Habibi Yalla!”, con un focus specifico su saluti, espressioni quotidiane di benvenuto e accoglienza, concludendo con il gioco interattivo “le parole dell’amore”, una ruota della fortuna per scoprire le varie parole arabe che raccontano l’amore nelle sue molteplici declinazioni. Ai partecipanti è stato distribuito un piccolo dono: un adesivo con le varie declinazioni dell’amore in questa lingua, da tenere o condividere con chi si vuole…Un modo per combattere gli stereotipi e scoprire meglio le peculiarità di questo complesso quanto meraviglioso idioma.

L’evento presso il parco Rossani è stato ulteriormente arricchito da un reading bilingue, in collaborazione con “La Campus – Libreria di Quartiere”, nel corso del quale i beneficiari del Progetto SAI Ordinari della cooperativa sociale C.A.P.S., supportati dagli operatori di riferimento per le attività di traduzione, hanno letto dei testi di loro scelta, ritenuti particolarmente significativi e rappresentativi rispetto al proprio stato d’animo e al loro vissuto.

L’attività, che ha visto un buon riscontro da parte dei presenti, è stata l’occasione per ascoltare direttamente la voce dei titolari di protezione temporanea/internazionale o richiedenti asilo accolti, attraverso la forza del simbolismo e della poesia. Infatti, molti hanno scelto di scrivere di loro pugno le parole da recitare, così condividendo parti estremamente personali di sé.

Inoltre, nel corso di tutto l’evento, i cittadini hanno potuto attraversare “TU(n)NEL VIAGGIO – perché c’è sempre una via d’uscita”, un’installazione immersiva realizzata da operatori e beneficiari del SAI MSNA di C.A.P.S. e Abusuan. Chi ha scelto di attraversare il tunnel ha potuto ripercorrere simbolicamente le tappe del viaggio migratorio, dalla scelta degli oggetti da mettere in valigia all’attraversamento di un tunnel buio con suoni ambientali, passando per la rievocazione delle rotte terrestri e marittime fino all’arrivo. In chiusura, un album fotografico, comprensivo di testimonianze audio dei ragazzi delle comunità, ha raccontato i percorsi di inclusione in corso.

L’experience, alla quale ha preso parte anche l’Assessore al Welfare Michelangelo Cavone, ha profondamente toccato i partecipanti, grazie all’immediatezza delle sensazioni e delle testimonianze così trasmesse.

Anche questa edizione della Giornata del Rifugiato, nelle sue molteplici declinazioni, ha consentito un avvicinamento della cittadinanza a tematiche come il diritto d’asilo e l’accoglienza, attraverso l’interlocuzione diretta non solo con operatori esperti, ma anche con i beneficiari, abbattendo barriere e distanze.

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