In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Povertà, prevista il 17 ottobre, questo mese ospitiamo la rubrica “Migrazioni, identità e resistenza nel mondo arabo”, a cura degli esperti di The Middle East Nerds. La povertà non è solamente una questione di carenza di risorse materiali, ma si manifesta anche attraverso esclusione sociale, mancato godimento dei diritti, privazione della libertà di scelta. Per questo, abbiamo scelto di dare spazio ad approfondimenti glottologici e storici sul mondo arabo, per imparare a conoscere senza farsi fuorviare da pregiudizi e slogan. In quest’ultimo contenuto approfondiamo le mille voci del mondo arabo, attraverso l’analisi delle sue molteplici minoranze etnolinguistiche.
L’attività è svolta in collaborazione con i progetti SAI MSNA e SAI Ordinari della Cooperativa Sociale CAPS.
Non esiste un solo “mondo arabo”
Quando diciamo lingua araba o arabi, immaginiamo spesso una regione linguisticamente omogenea:
tutti ci sembrano “marocchini”?
Non è così!
Ma basta guardare più da vicino per scoprire un mosaico di lingue, identità e culture.
Curdi · Amazigh · Armeni · Assiri · Nubiani · Copti · Drusi e molte altre comunità
Una regione, innumerevoli lingue
L’arabo è una delle lingue della regione, ma non è l’unica.
Accanto alle sue numerose varietà convivono lingue appartenenti a famiglie linguistiche diverse:
curdo — famiglia indoeuropea
tamazight — famiglia afroasiatica
armeno — famiglia indoeuropea
neo-aramaico/siriaco — lingue semitiche
turkmeno — lingua turca
E poi ci sono comunità che condividono l’arabo, ma conservano identità storiche, religiose e culturali proprie.
I Curdi – کورد / Kurd
Una delle più grandi popolazioni non arabe del Medio Oriente, presenti soprattutto tra Turchia, Iraq, Iran e Siria, in una regione storicamente chiamata Kurdistan.
Parlano diverse varietà, tra cui Kurmanji e Sorani.
In Iraq, curdo e arabo sono entrambe lingue ufficiali.
Una curiosità linguistica: il curdo usa anche l’alfabeto arabo in alcune varietà, ma è una lingua indoeuropea, come l’italiano.
Sono rami lontani dello stesso albero linguistico.
curdo ez → latino ego → italiano io
Gli Amazigh ⵣ
Gli Amazigh sono popolazioni indigene del Nord Africa. Erroneamente più conosciuti come “berberi”.
Non parlano semplicemente “un’altra versione dell’arabo”: il tamazight comprende diverse varietà linguistiche, tra cui Kabyle, Tarifit, Tachelhit e Chaoui.
Il plurale di amazigh, cioè imazighen, viene comunemente tradotto come
“persone libere”
In Algeria, il tamazight è lingua nazionale dal 2002 e ufficiale dal 2016; in Marocco è lingua ufficiale dal 2011, dopo una lunga storia di persecuzione da parte dei governi arabi.
Gli Armeni / Hay
La presenza armena in Medio Oriente ha radici molto antiche.
Comunità armene hanno vissuto e continuano a vivere in luoghi come Libano, Siria, Iraq, Palestina e Gerusalemme.
La lingua armena appartiene alla famiglia indoeuropea e possiede un proprio alfabeto.
In Iraq, per esempio, esistono ancora istituti scolastici che garantiscono l’insegnamento dell’armeno come lingua madre.
Una comunità può cambiare geografia senza perdere necessariamente la propria lingua.
I Nubiani / Nūba
Tra Egitto e Sudan vivono le comunità nubiane, eredi di una delle più antiche civiltà della valle del Nilo.
Le lingue nubiane appartengono a una famiglia linguistica distinta dall’arabo e comprendono diverse varietà, tra cui Nobiin e Kenzi-Dongolawi.
La storia moderna della Nubia è stata segnata anche dalla costruzione delle grandi dighe sul Nilo, che ha portato allo sfollamento di numerose comunità nubiane, soprattutto con la costruzione della diga di Assuan.
Nonostante la dispersione, lingua, musica, memoria e tradizioni rappresentano ancora degli elementi fondamentali dell’identità nubiana.
I Copti – ⲣⲉⲙⲛⲕⲏⲙⲉ / Rəmenkēmi
I copti rappresentano una delle principali comunità cristiane dell’Egitto e si riconoscono nella tradizione della Chiesa copta ortodossa.
Ma “copto” ha anche una storia linguistica:
il copto è l’ultima fase della lingua egiziana antica, scritta principalmente con un alfabeto derivato da quello greco, integrato da alcuni segni demotici.
Oggi l’arabo egiziano è la lingua quotidiana della maggior parte dei copti, mentre il copto sopravvive soprattutto nella liturgia e nella tradizione religiosa.
Una lingua può quindi non essere più la lingua quotidiana di una comunità e continuare comunque a custodirne la memoria.
E i Drusi? – دروز / Durūz
Qui diventa necessario fare una distinzione.
I drusi non costituiscono una minoranza linguistica separata: infatti, la loro lingua quotidiana è principalmente l’arabo.
Sono invece una comunità etno-religiosa, con una tradizione religiosa propria e una forte identità comunitaria.
Sono presenti soprattutto nella regione del Sud Ovest Asiatico.
Parlare di “minoranze” significa parlare di identità diverse, quali: linguistiche, etniche, religione e culturali che non sempre coincidono.
Dalla pluralità all’accoglienza
Il cosiddetto mondo arabo è uno spazio in cui lingue, culture, religioni e memorie si intrecciano da secoli.
La differenza, di per sé, non è causa di conflitto: gli scontri hanno anche ragioni storiche, politiche e legate ai rapporti di potere.
E questo vale anche per il modo in cui guardiamo le persone.
Dietro ogni “siriano”, “curdo”, “amazigh” o “rifugiato” c’è una persona con una storia e appartenenze multiple.
Perché siamo così abituati a vedere la differenza come separazione?
Forse un’accoglienza più consapevole comincia proprio dal riconoscere la complessità.
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