In questo articolo della rivista “SAI OLTRE?”, realizzata da educatori e ragazzi del SAI MSNA della cooperativa sociale C.A.P.S., riportiamo la testimonianza di un giovane originario del Gambia, che ha trovato la sua casa ed una nuova dimensione nel quartiere Libertà di Bari.

Il quartiere Libertà può essere considerato oggi uno dei più multietnici della città di Bari. Da diversi anni, infatti, è abitato da un numero crescente di famiglie e persone di origine straniera, che hanno contribuito in modo significativo a trasformare il volto del territorio. Non è un caso che anche i servizi locali si sono gradualmente adattati per rispondere a nuove esigenze. In linea con i profondi cambiamenti sociali avvenuti nel quartiere, molti cittadini stranieri hanno aperto attività commerciali che offrono prodotti tipici dei loro paesi d’origine, favorendo così uno scambio culturale e un arricchimento delle abitudini locali. Allo stesso tempo, sono presenti sul territorio associazioni che organizzano corsi di lingua italiana per stranieri, promuovendo l’integrazione attraverso l’istruzione e la partecipazione attiva.
In alcune scuole del quartiere, inoltre, sono attivi i corsi del CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti), molto frequentati sia da adulti stranieri residenti che da giovani provenienti da altri Paesi, ed infine le comunità di accoglienza per ragazzi o minori stranieri non accompagnati.
Questo fermento culturale rappresenta un’opportunità preziosa per costruire una comunità più inclusiva e consapevole delle proprie diversità. Tuttavia, non mancano le difficoltà, come il rischio di formazione di “classi ghetto“, soprattutto nelle scuole primarie, e il progressivo spopolamento di alcune zone del quartiere, che pongono una serie di sfide al processo di integrazione.
Per queste e altre ragioni, diventa sempre più urgente continuare a promuovere interventi mirati di sensibilizzazione all’inclusione, al dialogo interculturale e alla convivenza civile, già in atto da alcuni anni e sempre più richiesti. Poichè, se è vero che le realtà locali si trasformano, questi cambiamenti possono produrre effetti positivi, se le diverse culture presenti diventano tra loro risorsa. Per far sì che ciò avvenga, è necessario riconoscere che le persone, al di là della loro origine, possono essere ricchezza reciproca. Questo processo si può concretizzare sempre più, anche grazie alla presenza di investimenti nelle politiche sociali di welfare attive, mirate all’integrazione nei territori. Per far sì che cresca sempre più una società coesa, solidale e aperta al futuro. Per entrare nel vivo di questo fenomeno, vogliamo raccontarvi la storia di uno dei ragazzi della nostra comunità educativa, che vive nel quartiere e sperimenta ogni giorno cosa significano integrazione e convivenza.
‘’Mi chiamo Foday, vengo dal Gambia e vivo nel quartiere Libertà da solo un anno e sette mesi. Anche se può sembrare poco tempo, qui io mi sento a casa. Sono stato fortunato perché entrambe le comunità in cui ho vissuto da quando sono arrivato in Italia erano in questo quartiere e questo mi ha permesso di crescere qui, di conoscere il posto e tante persone. Infatti, nel quartiere io ho molti amici, alcuni sono connazionali che vivono con tutta la famiglia, altri stanno nelle comunità come me.
Conosco anche alcune persone che sono del quartiere, che hanno attività commerciali come il panificio o il minimarket, quando esco, spesso, ci salutiamo. Sono fortunato perché al Libertà, vicino la comunità in cui vivo, c’è anche il campo da calcio dell’oratorio dove spesso vado a giocare a calcio o a biliardino e lì ho conosciuto tanti ragazzi anche del posto, alcuni adulti e anche altri ragazzi stranieri come me. Oltre a giocare, in estate abbiamo anche tinteggiato, io lo so fare bene perché in Gambia ho fatto diversi lavori, anche come imbianchino. Mi piace molto questa attività e spero e non vedo l’ora di poter lavorare un giorno qui in Italia.
Al momento frequento la scuola, che si trova lo stesso nel mio quartiere, sto imparando tanto, la scuola in Gambia non era buona, ma qui tutte le insegnanti sono brave e pazienti. E anche grazie alla scuola sto imparando e conoscendo tante cose e persone. Conoscere tante persone so che è per me una possibilità importante, che mi piace e mi fa stare bene. Penso che poter uscire per stare a casa dei miei amici sia una grande fortuna in quanto mi posso sentire come a casa, sto con i bimbi dei miei amici, che sono come dei nipotini per me, e questo mi fa sentire come in famiglia. Tutte queste opportunità che ho, non mi fanno passare del tempo in luoghi “negativi” che ci sono, come spesso vedo fare ad altri ragazzi, dove si sta senza fare nulla. Oggi, dopo quasi due anni che vivo qui, mi rendo conto di quanto sono fortunato nell’avere tante possibilità e alternative nel mio quartiere che mi stanno facendo crescere. Adesso non vedo l’ora che arrivi l’estate così posso andare al mare, a fare il bagno e stare al sole e sentirmi ancora di più parte di questa città.‘’
A cura di Foday S. e Ornella E.