Aprire le porte della propria casa e della propria famiglia ad un minore straniero non accompagnato non è semplice. L’incontro tra culture e mondi diversi, però, può essere foriero di ricchezza per entrambe le parti coinvolte. Condividiamo la testimonianza di Eliana, che, con il suo nucleo familiare, ha aderito al progetto sperimentale del Comune di Bari “Famiglie senza Confini”, aprendo la sua vita ad un msna in accoglienza nel SAI MSNA della cooperativa sociale CAPS.
Abbiamo aderito al progetto “Famiglie senza confini” ad Aprile 2024. Quando ci hanno chiamato dall’associazione per informarci che un ragazzo migrante di 18 anni, aveva aderito al progetto e avrebbe voluto incontrarci, la prima cosa che abbiamo provato è stato un po’ di timore per paura di non essere all’altezza, di non sapere come comportarci e di non poter essere d’aiuto più di tanto.
Poi è arrivato il giorno dell’incontro con M., le assistenti sociali del Comune e le educatrici.
Lui silenzioso e con lo sguardo basso, noi tre tutti un po’ imbarazzati ed emozionati, ma è stato subito colpo di fulmine.
All’inizio non parlava quasi italiano, i primi giorni in casa nostra erano fatti di silenzi e sorrisi, poi un po’ alla volta ci siamo sciolti grazie anche ai momenti di aggregazione organizzati dalle meravigliose educatrici della comunità Ala Baytuk.
Per noi non è stato difficile perché M. è un ragazzo meraviglioso, allegro e con grande forza di volontà, anche se ci sono state e ci sono, come è giusto che sia, serate in cui la nostalgia e la paura per il futuro lo rende silenzioso, giornate in cui la scuola e l’esame di terza media sembrava troppo difficile, la ricerca di un lavoro, lo studio per la patente o la semplice richiesta (semplice per noi) di un passaporto quasi impossibile. Basta poco però per fargli ritornare il sorriso: qualcuno che gli chiede com’è andata la giornata, preparare la sua ciambella preferita, una ricetta nigeriana cucinata insieme, mangiare le arachidi sul divano per rilassarsi e farsi qualche risata insieme.
È entrato a far parte delle nostre famiglie, i nostri amici lo coccolano e poi ci sono gli amici di Luca che lo coinvolgono nelle uscite serali.
Ci sono due immagini che rendono bene l’idea di quanto ci abbia arricchito questa esperienza da tutti i punti di vista: la nostra famiglia prima e dopo l’arrivo di M. Il “vuoto” in basso a sinistra non c’è più!
