DDL immigrazione, l’allarme di 27 organizzazioni: a rischio i percorsi dei minori arrivati soli

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Anche Tutori in Rete aderisce all’appello. Al centro le criticità su prosieguo amministrativo, rimpatrio assistito e continuità educativa dei minori stranieri non accompagnati. 

In occasione dell’incardinamento del disegno di legge immigrazione in Commissione Affari Costituzionali del Senato, 27 organizzazioni della società civile impegnate nella tutela dei minori migranti hanno diffuso un comunicato stampa per chiedere a Governo e Parlamento di non ridurre le tutele previste dalla Legge 47/2017, nota come Legge Zampa. 

Tra le organizzazioni firmatarie figura anche Tutori in Rete, la rete nazionale alla quale aderisce Associazione Tutori MSNA Puglia OdV

Il punto più delicato riguarda il possibile ridimensionamento del prosieguo amministrativo, lo strumento che consente ai ragazzi arrivati in Italia da minorenni, e non ancora autonomi al compimento dei 18 anni, di proseguire il proprio percorso di accoglienza, formazione e inserimento sociale fino ai 21 anni, su valutazione del Tribunale per i minorenni. 

Secondo le organizzazioni, ridurre questo tempo di accompagnamento rischierebbe di colpire proprio quei giovani che hanno già avviato percorsi positivi di inclusione: scuola, formazione professionale, lavoro, relazioni educative e legami territoriali. 

Il passaggio alla maggiore età, infatti, non coincide automaticamente con l’autonomia. Per molti ragazzi arrivati soli in Italia, senza una rete familiare stabile, i 18 anni rappresentano una fase delicatissima. Interrompere bruscamente il sostegno può aumentare il rischio di marginalità, precarietà abitativa, sfruttamento lavorativo e isolamento. 

Il comunicato richiama inoltre l’attenzione sulle modifiche in materia di rimpatrio assistito, che sposterebbero il baricentro decisionale dal Tribunale per i minorenni all’autorità amministrativa. Una scelta ritenuta critica, perché le decisioni che riguardano il futuro di un minore richiedono garanzie rafforzate, ascolto, valutazione individuale e piena attenzione al superiore interesse del minore. 

Non si tratta solo di norme. Si tratta di percorsi reali: ragazzi e ragazze che stanno provando a studiare, lavorare, diventare autonomi e costruire un posto nella comunità in cui vivono. 

Per questo l’appello chiede di preservare il prosieguo amministrativo, tutelare le garanzie procedurali e il diritto all’ascolto, mantenere in capo al Tribunale per i minorenni la competenza sul rimpatrio assistito e assicurare piena tutela ai minori non accompagnati fin dal loro arrivo in Italia. 

La tutela volontaria, in questo quadro, non è soltanto una procedura giuridica: è un accompagnamento educativo e relazionale. Ridurre il tempo e gli strumenti della tutela significa rendere più fragile il passaggio alla vita adulta. 

Come ricordano le organizzazioni firmatarie, accompagnare fino in fondo questi percorsi non è un costo: è un investimento che produce inclusione, stabilità e coesione sociale.

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