La progressiva digitalizzazione dei servizi, pubblici e privati, rischia di rappresentare un elemento di esclusione, più che di semplificazione. Per questo, acquisire competenze digitali di base diventa sempre più centrale, anche nell’insegnamento della lingua italiana agli stranieri.
Nei corsi di insegnamento dell’italiano L2, le competenze digitali dovrebbero assumere un ruolo sempre più centrale. L’acquisizione di competenze digitali di base, infatti, rappresenta non soltanto un supporto per l’apprendimento linguistico, ma anche una risorsa imprescindibile per orientarsi nella progressiva informatizzazione dei servizi pubblici e privati.

Prima dell’emergenza sanitaria Covid-19 del 2020, gli strumenti e le tecnologie digitali sono stati impiegati nelle attività didattiche come elementi perlopiù accessori e secondari. Tuttavia, il passaggio alla didattica a distanza ha posto nuove sfide nella formazione glottodidattica, rendendo imprescindibile la creazione di un ambiente virtuale in cui poter collocare i percorsi di apprendimento degli studenti.
L’integrazione degli strumenti digitali, infatti, ha consentito lo svolgimento di tutte le attività didattiche durante le fasi della pandemia che hanno interdetto la didattica frontale. Nonostante i limiti e le criticità riscontrate, le sperimentazioni dei percorsi didattici digitali hanno intercettato l’interesse di docenti e ricercatori che hanno continuato ad erogare corsi o attività in modalità mista anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria. In un mondo sempre più digitalizzato, la componente ludica intrinseca all’apprendimento digitale aumenta il coinvolgimento e l’interesse da parte degli apprendenti, migliorando le loro dinamiche d’interazione all’interno del contesto classe. In questo modo, è possibile approfondire le strutture morfosintattiche, il lessico e gli aspetti culturali della lingua riducendo il rischio di un sovraccarico cognitivo da parte dei discenti.
Oltre a rafforzare le dinamiche di gruppo mediante una fruizione sincrona dei contenuti, l’uso di strumenti digitali costituisce un input notevole per rispondere alle specificità dei diversi stili di apprendimento, favorendo una maggiore autonomia nella produzione scritta e orale della lingua. Piattaforme come Kahoot e Wordwall sono, infatti, strumenti ad accesso libero e risultano particolarmente intuitivi per la presenza di attività ripetibili e dalle soluzioni immediate. I quiz e le schede proposte consentono anche di ancorare l’apprendimento linguistico ai principali contesti di riferimento degli apprendenti, così da soddisfare i loro bisogni comunicativi più immediati.
Inoltre, la digitalizzazione dell’italiano L2 è fondamentale per la promozione di una cittadinanza attiva: l’uso di smart TV o della LIM nelle attività laboratoriali consente di visionare in maniera diretta i servizi online della Pubblica Amministrazione, oltre che documenti (come il CV Europass o contratti di varia natura) che sono imprescindibili per l’inserimento da parte dei beneficiari nel mondo del lavoro. Inoltre, la Polizia di Stato ha sviluppato un sistema informatico ufficiale per prendere gli appuntamenti presso l’Ufficio Immigrazione della Questura territorialmente competente, al quale nel 2025 ha aderito anche la Questura di Bari. PrenotaFacile – questo il nome del servizio – risulta farraginoso e poco immediato nel suo utilizzo in assenza di competenze digitali di base che precludono l’autonomia dei richiedenti. Proprio per le ragioni sopracitate, l’integrazione di una didattica digitale non è solo funzionale all’apprendimento linguistico, ma è anche determinante per favorire l’inclusione e il completo inserimento degli stranieri nel tessuto cittadino nostrano.