Il 6 maggio si celebrerà per la prima volta in Italia la Giornata nazionale della Tutela Volontaria, promossa da Tutori in Rete, la rete nazionale che riunisce associazioni e gruppi informali di tutrici e tutori volontari per minori stranieri non accompagnati.

La data non è casuale: il 6 maggio 2017 entrava in vigore la Legge 47/2017, conosciuta come Legge Zampa, che ha introdotto nel nostro ordinamento la figura del tutore volontario per i minori stranieri arrivati soli in Italia.
A nove anni da quella scelta normativa, questa giornata nasce per dare visibilità a un impegno ancora troppo poco conosciuto: quello di cittadini e cittadine che scelgono di dedicare tempo, ascolto e responsabilità a ragazzi minorenni arrivati nel nostro Paese senza un adulto di riferimento.
Il tutore volontario è certamente un rappresentante legale nominato dal Tribunale per i minorenni. Ma ridurlo solo a questo significherebbe non cogliere la parte più profonda della tutela volontaria.
Il tutore è spesso un ponte tra il ragazzo e il territorio.
Lo accompagna nel rapporto con la scuola, i servizi, la comunità, la sanità, le istituzioni. Lo aiuta a orientarsi dentro un sistema complesso.
Può diventare un adulto di riferimento, una presenza stabile, una “banca dell’ascolto” in un momento della vita in cui il rischio più grande è sentirsi soli.
I minori stranieri non accompagnati sono ragazzi giovanissimi, spesso segnati da viaggi difficili, separazioni, traumi, incertezze. Ma sono anche ragazzi pieni di risorse, desideri, competenze e futuro. Quando vengono accompagnati bene, possono studiare, formarsi, lavorare, costruire relazioni e diventare parte viva delle nostre comunità.
Per questo il messaggio della Giornata è semplice e forte: un tutore per ogni minore. Non è solo uno slogan. È una visione di società.
Significa credere che nessun ragazzo arrivato solo debba affrontare da solo il proprio percorso di crescita, inclusione e autonomia. Significa riconoscere che la sicurezza, la coesione sociale e l’integrazione non si costruiscono lasciando i più vulnerabili ai margini, ma offrendo relazioni, diritti, responsabilità e possibilità concrete.
In Puglia, l’Associazione Tutori MSNA Puglia OdV lavora per promuovere questa consapevolezza, sostenere i tutori volontari, favorire la formazione di nuovi cittadini disponibili a mettersi in gioco e rafforzare il dialogo con istituzioni, Tribunali per i minorenni, Garante regionale, servizi sociali, comunità di accoglienza, sistema SAI e realtà del territorio.
La tutela volontaria non è eroismo.
È una forma concreta di cittadinanza attiva.
È scegliere di esserci. Di dedicare tempo.
Di ascoltare.
Di accompagnare un ragazzo perché possa trovare la propria strada.
Il 6 maggio è quindi una giornata di riconoscimento, ma anche un invito.
A conoscere questa figura.
A sostenerla. A raccontarla.
E, per chi può, a diventare tutore volontario.
Perché dietro ogni tutela c’è una storia concreta fatta di fiducia, presenza e opportunità.
E perché una società più giusta si costruisce anche così: non lasciando soli i più vulnerabili.